Chi siamo e perché crediamo nella differenziazione
- Molti
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Docenti seguiti
insegnanti coinvolti in percorsi strutturati di didattica differenziata
- Diverse
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Scuole partner
istituti che hanno adottato il nostro quadro di differenziazione
- Numerose
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Risorse pronte
materiali e strumenti adattabili alle diverse discipline scolastiche
Come è nato e cresciuto il nostro approccio
Prime sperimentazioni condivise
Un piccolo gruppo di docenti di ordini scolastici diversi inizia a incontrarsi per condividere tentativi di didattica differenziata, scambiando materiali, insuccessi e intuizioni nate direttamente in classe.
Nascita del quadro di lavoro
Dopo varie prove nasce il primo quadro strutturato di riferimento, il Percorso a Quattro Strati, che organizza osservazione, selezione dei contenuti, adattamento dei compiti e condivisione nei consigli di classe.
Primi percorsi di istituto
Alcune scuole chiedono un supporto più sistematico per integrare la didattica differenziata nei documenti di istituto e nella programmazione disciplinare, portando alla creazione di percorsi dedicati a interi team.
Costruzione della rete Surmavelto
Il gruppo si struttura come progetto stabile, assume il nome Surmavelto e amplia l’offerta di strumenti operativi, materiali adattabili e momenti di confronto continuo con scuole di territori diversi.
Revisione del modello attuale
Il quadro di riferimento viene aggiornato alla luce delle esperienze raccolte, con particolare attenzione alla valutazione formativa e alle strategie di gestione del tempo per docenti già molto impegnati.
Le persone dietro ai nostri percorsi di differenziazione
Maria Elena Rossi coordinatrice didattica per la differenziazione
Responsabile percorsi per scuole secondarie
Docente di lettere di lunga esperienza, ha coordinato gruppi di lavoro sulla didattica differenziata in scuole secondarie di primo grado, concentrandosi su lettura, scrittura e valutazione formativa. In Surmavelto guida la progettazione dei percorsi per dipartimenti disciplinari e supporta i team nel trasformare i curricoli in mappe flessibili, con obiettivi chiari e compiti graduati.
Luca Bianchi formatore per metodologie attive in classe
Esperto strategie operative e materiali
Formatore e docente di matematica e scienze, ha sperimentato per anni compiti a livelli, stazioni di apprendimento e uso di strumenti digitali accessibili. In Surmavelto si occupa di tradurre i principi della differenziazione in esempi concreti di attività, con particolare attenzione alle classi numerose e ai contesti con risorse limitate.
Chiara De Santis psicopedagogista specializzata in inclusione
Referente inclusione e benessere scolastico
Psicopedagogista con esperienza nei servizi territoriali e nelle scuole, affianca docenti e famiglie nei percorsi di inclusione per studenti con bisogni educativi speciali. In Surmavelto cura l’allineamento tra didattica differenziata, benessere emotivo e collaborazione con le figure di sostegno, portando uno sguardo attento ai fattori di stress degli insegnanti.
Giovanni Ferri consulente per sviluppo di istituto
Consulente per leadership e governance scolastica
Ex dirigente scolastico, ha coordinato piani triennali dell’offerta formativa con forte attenzione all’inclusione e alla continuità verticale. In Surmavelto supporta i dirigenti e i referenti di istituto nel trasformare la didattica differenziata in una scelta strategica, curando regolamenti interni, documentazione e pianificazione delle azioni nel medio periodo.
La nostra idea di didattica differenziata inclusiva
Mettere gli studenti reali al centro di ogni decisione didattica
La didattica differenziata non è un elenco infinito di attività diverse, ma un modo di pensare la lezione a partire dagli studenti reali che hai davanti. Per noi significa osservare con cura, raccogliere indizi sui modi in cui apprendono, sulle barriere che incontrano e sulle risorse che già possiedono. Da qui costruiamo scelte didattiche intenzionali: obiettivi chiari, gradi di supporto diversi, canali espressivi alternativi, tempi flessibili e spazi che aiutano la concentrazione. L’inclusione non è uno slogan, ma il risultato di molte piccole decisioni quotidiane.
Costruire pratiche di differenziazione davvero sostenibili
Crediamo che la differenziazione debba essere sostenibile per chi insegna. Se una strategia funziona solo con ore extra infinite, non è una buona strategia. Per questo lavoriamo con griglie, routine, modelli di compito e strumenti di osservazione che puoi riutilizzare e adattare. Ogni proposta nasce per integrarsi con ciò che già fai, non per sostituirlo. L’obiettivo è alleggerire il carico decisionale quotidiano, così da liberare energia mentale per ciò che conta davvero: ascoltare gli studenti e leggere i segnali che arrivano dalla classe.
Fare della differenziazione un progetto condiviso di istituto
Unire ricerca educativa e osservazione quotidiana in classe
Coltivare la partecipazione attiva e la voce degli studenti
La differenziazione non serve solo a “recuperare” chi è in difficoltà. Serve a riconoscere i talenti diversi, le curiosità inattese, i modi originali di stare dentro un compito. Nelle nostre proposte cerchiamo sempre vie per dare voce agli studenti, chiedere feedback, offrire scelte autentiche. Questo aumenta il senso di appartenenza e responsabilità, e permette a ciascuno di trovare un modo personale di contribuire al lavoro del gruppo, senza perdere la direzione comune.
I valori che guidano ogni nostra scelta
Equità come criterio di progettazione quotidiana
La didattica differenziata ha senso solo se parte da una forte idea di equità. Per noi equità non significa dare a tutti la stessa cosa, ma permettere a ciascuno di accedere agli stessi obiettivi attraverso percorsi diversi. Nei nostri materiali proponiamo esempi di compiti graduati, rubriche trasparenti e modalità di valutazione che riconoscono i progressi individuali senza abbassare le aspettative. Lavoriamo perché le differenze diventino criteri di progettazione, non problemi da nascondere.
Centralità delle persone in classe e nel collegio
Crediamo in una scuola centrata sulle persone, non solo sui programmi. Questo vale per gli studenti, con i loro ritmi e le loro storie, ma anche per i docenti, che hanno bisogno di strumenti realistici e di spazi di confronto. Le nostre proposte partono sempre dall’ascolto delle classi e dei team, e cercano soluzioni che tengano insieme bisogni diversi, evitando di aggiungere ulteriore pressione a chi insegna.
Collaborazione strutturata tra docenti e figure di supporto
Nessuno dovrebbe sentirsi solo nel provare a differenziare. Per questo puntiamo molto sul lavoro di gruppo: consigli di classe, dipartimenti, commissioni interne. Offriamo schemi e protocolli pensati per essere compilati e discussi insieme, in modo che le decisioni non gravino su un’unica persona. Quando la responsabilità è condivisa, la didattica differenziata diventa più stabile e meno legata al singolo entusiasmo.
Pratiche verificate nella realtà delle scuole
Ogni proposta che facciamo viene messa alla prova in contesti reali e rivista in base ai risultati osservati. Documentiamo esempi di unità di apprendimento, raccogliamo feedback da docenti e studenti, analizziamo cosa ha funzionato e cosa va semplificato. Questo ci permette di offrire strumenti che non sono solo teoricamente corretti, ma davvero utilizzabili nelle condizioni concrete delle scuole italiane.
Cura del benessere e del tempo dei docenti
Parlare di differenziazione significa anche prendersi cura del benessere di chi insegna. Evitiamo proposte che richiedono un impegno insostenibile e cerchiamo invece soluzioni che ottimizzino il lavoro già previsto. Promuoviamo routine, modelli e strumenti che riducono la frammentazione e aiutano a gestire meglio il tempo, lasciando spazio alla relazione educativa e alla creatività didattica.
Riconoscimenti e collaborazioni che ci hanno fatto crescere
Una rete in crescita di scuole, associazioni e istituzioni che riconoscono il valore di una didattica differenziata concreta e sostenibile.
Premio pratiche inclusive
Riconoscimento conferito per l’impatto concreto sulle pratiche inclusive di istituti comprensivi che hanno adottato il nostro quadro di didattica differenziata, con particolare attenzione alla collaborazione tra docenti di sostegno e curricolari.
Progetto sperimentale di rete
Partenariato avviato per sperimentare unità di apprendimento differenziate in classi eterogenee, con monitoraggio condiviso e revisione periodica degli strumenti di osservazione e valutazione formativa.
Menziopne per materiali didattici
Segnalazione ottenuta per la qualità dei materiali operativi proposti a docenti neoassunti, con focus su strategie di gestione della classe e adattamento dei compiti in base ai diversi livelli di padronanza.
Accordo di collaborazione nazionale
Collaborazione strutturata con un’associazione professionale di insegnanti per sviluppare percorsi di formazione sulla differenziazione, integrando ricerca educativa e casi reali provenienti dalle scuole associate.